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Abusi edilizi e difformità minime: quando l’ordine di demolizione non è legittimo

Abusi edilizi e difformità minime: quando l’ordine di demolizione non è legittimo

Uno dei principi consolidati dalla giurisprudenza amministrativa
in materia di abusi edilizi è che una valutazione atomistica dei
singoli interventi non è idonea a cogliere il reale impatto
dell’opera sul territorio, ma la sua applicazione non è mai
automatica e deve essere verificata alla luce delle caratteristiche
dell’intervento e del suo stato di realizzazione. In linea
generale, la qualificazione dell’abuso viene comunque effettuata
considerando l’intervento nel suo complesso, alla luce dell’assetto
edilizio e urbanistico finale e non attraverso una lettura
frammentata dei singoli elementi costruttivi.

Ma è sempre corretto valutare un abuso edilizio nel suo
complesso senza distinguere le singole difformità, soprattutto
quando l’opera non è ancora ultimata e si trova allo stato grezzo?
Cosa accade quando le difformità riguardano elementi minimi o
interni? E ancora, ogni scostamento dal progetto può essere
automaticamente qualificato come variazione essenziale?

A queste domande ha risposto il Consiglio di Stato con la
sentenza
n. 3155 del 22 aprile
…continua a leggere

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