
Sono trascorsi, ad oggi, 515 giorni dalla
Legge n.
105/2024 di conversione del D.L. n.
69/2024 (Salva Casa). Un arco
temporale sufficiente per rendersi conto che siamo di fronte a uno
dei percorsi di revisione più corposi e delicati
del d.P.R. n.
380/2001 (Testo Unico Edilizia), sul
quale il dibattito resta ancora aperto, spesso polarizzato tra
posizioni di parte e una giurisprudenza che sta progressivamente
cercando di ricomporre un quadro tutt’altro che lineare.
Tra i temi chiave spiccano certamente due snodi centrali:
- da un lato, la definizione di stato legittimo,
ancora oggi in cerca di una fisionomia realmente condivisa; - dall’altro, il nuovo percorso di gestione delle difformità
edilizie introdotto dall’art. 36-bis, che ho più volte definito
come “sanatoria edilizia dinamica”, in
contrapposizione alla sanatoria di cui all’art. 36, che potremmo
invece definire “statica”.
Non si tratta più, dunque, di sanatoria ordinaria e
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