
L’inversione procedimentale è un istituto che
incide in modo significativo non solo sulle modalità di svolgimento
delle gare, ma anche sull’equilibrio tra esigenze di
semplificazione, parità di trattamento e diritto di accesso agli
atti.
Una scelta pensata per accelerare i procedimenti e ridurre gli
oneri istruttori, ma che inevitabilmente solleva interrogativi
delicati sul piano della trasparenza.
Quando la stazione appaltante decide infatti di valutare prima
le offerte e solo successivamente la documentazione
amministrativa, fino a che punto può spingersi il diritto
di accesso dei concorrenti non aggiudicatari? È legittimo
chiedere l’ostensione di documenti che l’amministrazione non ha
ancora esaminato e sui quali non ha esercitato alcun potere
valutativo?
E, soprattutto, l’accesso difensivo può essere
utilizzato per anticipare una fase della procedura che il Codice
consente espressamente di rinviare?
A queste domande ha dato risposta il TAR
Lombardia con la sentenza
del 29 ottobre 2025, n. 3453, offrendo una lettura
interessante sui rapporti tra scansione procedimentale della gara e
diritto di accesso agli
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