
Quando è davvero possibile sottrarre all’accesso parti
dell’offerta dell’aggiudicatario? È sufficiente richiamare, in modo
più o meno generico, il know-how aziendale o il
rischio di perdita di competitività? E ancora: il concorrente che
intende contestare l’oscuramento deve dimostrare fin da subito la
necessità difensiva dell’accesso oppure può limitarsi a impugnare
la decisione della stazione appaltante?
Sono domande che nascono direttamente dalla pratica delle gare,
soprattutto dopo le modifiche introdotte dal nuovo Codice dei
contratti pubblici, che ha trasformato l’accesso agli atti da
momento eventuale e successivo a passaggio fisiologico della
procedura.
La disponibilità degli atti attraverso le piattaforme digitali,
prevista dall’art.
36, rende infatti conoscibili offerte e verbali già al
momento dell’aggiudicazione, riducendo in modo significativo gli
spazi di opacità che caratterizzavano il sistema previgente.
In questo contesto, l’oscuramento disciplinato dall’art.
35 non scompare, ma assume un ruolo diverso e più
delicato: non è
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