
Quando si impugna un affidamento diretto il
termine per il ricorso parte solo dopo l’accesso agli atti oppure
già con la pubblicazione della decisione di contrarre? E cosa
succede se si contesta la violazione del principio di
rotazione ma si aspetta di vedere i documenti prima di
agire?
L’affidamento diretto, pur essendo la principale
procedura semplificata prevista dal Codice dei
contratti, continua a rappresentare terreno di
contenzioso non soltanto perché spesso si tende a
confonderlo con le procedure negoziate e a sottovalutare la portata
applicativa del principio di rotazione, ma anche perché non sempre
è chiaro come e soprattutto quando sia possibile impugnarlo.
È proprio su questo aspetto che è intervenuto il TAR
Lazio con la sentenza n.
5380 del 23 marzo 2026, una pronuncia che si colloca
su un crinale molto delicato perché, nella pratica degli
affidamenti sotto soglia, il problema non è soltanto capire se
l’affidamento sia legittimo, ma prima ancora stabilire se la
contestazione arrivi in tempo
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