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Agenzia delle Entrate: In arrivo 1 milione di “avvisi bonari” sui fabbricati rurali – Lavori Pubblici

Circa un milione gli immobili rurali non accatastati entrati nel
mirino dell’ufficio terreni. L’Ufficio Entrate, ha così annunciato
l’invio delle procedure rimediatrici, ai proprietari che avessero
ignorato la scadenza di accatastamento prevista per il 30 novembre
2012.

A tal fine, nei prossimi mesi, l’Agenzia delle Entrate,
provvederà a inviare oltre un milione di «avvisi bonari» ai
contribuenti morosi, completi di notizie riguardo la propria
posizione e per potere verificare quali fabbricati rurali siano
soggetti all’obbligo di dichiarazione.

La omissione dell’adempimento comporterà una sanzione
pecuniaria. Tra l’altro, tra i controlli, rientreranno gli errori
di accatastamento rilevati, come ad esempio, serre di coltivazione
che andavano bene nel catasto terreni (Circolare 3 del 09/09/1993
del Ministero delle Finanze); i fabbricati che per l’articolo 3 del
DM n. 28/1998 non dovevano essere accatastati; i casotti per gli
attrezzi, fabbricati e simili abbandonati in zone inaccessibili o
crollanti.

La vecchia scadenza

L’obbligo della dichiarazione al catasto urbano era previsto
dall’articolo 13, comma 14-ter, del Dl 201/2011, convertito con
modificazioni dalla legge 214/2011, che prevedeva l’obbligo di
dichiarare entro il 30 novembre 2012 i fabbricati rurali iscritti
presso il catasto terreni e che godevano di una rendita
catastale.

A regolarizzare sarà un Professionista
abilitato

Per regolarizzare la propria posizione, il proprietario dovrà
avvalersi di una professionista abilitato alla professione e
iscritto all’Albo, che dovrà presentare agli uffici dell’Agenzia
delle Entrate (ufficio del Territorio) l’atto di aggiornamento
cartografico e la relativa dichiarazione di aggiornamento
catastale.

Quanto costerà trasgredire

La sanzione, per mettersi in regola, che normalmente va per il
trasgressore da 1.032 euro a 8.624 euro per il mancato adempimento,
per chi aderirà scenderà a 172 euro (pari a un sesto del minimo).
Sanzione che sarà valutata anche in base a ravvedimento operoso. Ma
se il contribuente riceve l’avviso bonario viene però meno la
possibilità di usufruire di questo istituto.

Effetti del cambio di regime

Non si possono trascurare gli altri effetti fiscali che l’omessa
variazione catastale comporta. Infatti, fino al momento in cui i
fabbricati rurali erano censiti al Catasto Terreni, l’incidenza
economico fiscale degli stessi era ricompresa nel reddito
dominicale del terreno agricolo. Successivamente alla loro
iscrizione in catasto, che doveva avvenire entro il 30 novembre
2012, invece, gli immobili rurali godono di una autonoma rendita e,
fino al 2013, erano soggetti ad IMU. Invece, dal 2014 sono esenti
da IMU e soggetti a Tasi con una aliquota ridotta. In assenza di
tale specifica annotazione, l’esenzione da IMU non viene concessa.
Ne consegne quindi che per i fabbricati rurali non regolarizzati
entro il 30 novembre 2012, ancorché regolarizzati successivamente,
i Comuni hanno buon gioco nell’accertare l’imposta municipale ed
eventualmente la Tasi evasa.

In tal senso, i proprietari potranno pensare autonomamente al
“ravvedimento” nei limiti stabiliti dall’articolo 13 del D.Lgs. n.
472/1997.

Gli immobili esclusi

Dal generalizzato obbligo di accatastamento sono esclusi i
fabbricati individuati all’articolo 3 del Dm 28 del 1998, cioè
quelli con superficie coperta inferiore a 8 metri quadrati; le
serre adibite alla coltivazione e protezione delle piante sul suolo
naturale; vasche per l’acquacoltura o di accumulo per l’irrigazione
dei terreni; manufatti isolati privi di copertura; tettoie,
porcili, pollai, casotti, concimaie, pozzi e simili, di altezza
utile inferiore a 1,80 m, purché con volumetria inferiore a 150
metri cubi; manufatti precari privi di fondazione non stabilmente
infissi al suolo; fabbricati in corso di costruzione o di
definizione e quelli collabenti (crollati). Se l’avviso bonario
dovesse riguardare queste tipologie di fabbricati, il contribuente
potrà farne segnalazione all’Agenzia delle Entrate.

I dati in sintesi

1 milione gli avvisi bonari : I titolari di
diritti reali sui fabbricati che possiedono i requisiti di ruralità
avevano l’obbligo di dichiararli al Catasto Edilizio Urbano entro
il 30 novembre 2012, mentre per i fabbricati che possedevano in
passatoi requisiti di ruralità, successivamente persi, la
dichiarazione in catasto andava presentata entro 30 giorni dalla
data di perdita dei requisiti

800 mila I proprietari interessati: Nonostante
il frazionamento della proprietà, molti sono i casi di proprietari
o titolari di diritti reali su una pluralità di terreni cui
insistono i fabbricati rurali. L’avviso bonario, comunque 
consentirà a ciascun soggetto di conoscere la propria posizione e
verificare quali immobili sono soggetti all’obbligo di
dichiarazione

700 mila i fabbricati con destinazione rurale:
A oggi, i fabbricati con destinazione rurale ancora censiti al
catasto terreni risultano essere complessivamente circa 1,8 milioni
Ma, dall’analisi dei dati derivanti dalla sperimentazione
effettuata nel 2015 in tutte le Regioni, si stima che di questi 1,8
milioni solo una quota compresa tra il 30% e il 40% del totale
rappresenti gli immobili produttivi di reddito e da censire al
Catasto Fabbricati

172 euro la sanzione minima prevista: I
proprietari che aderiscono agli avvisi dell’Agenzia, presentando
una dichiarazione di aggiornamento catastale, potranno beneficiare
dell’istituto del ravvedimento operoso, con un notevole risparmio
sulle sanzioni che, per esempio, si riducono da un importo compreso
tra €1.032 e € 8.264 ad un importo di € 172 (pari ad 1/6 del
minimo)

A cura di Salvo Sbacchis

© Riproduzione riservata Link all’articolo Originale tutti i diritti appartengono alla fonte.

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