
Un immobile può essere dichiarato agibile se alcune opere che ne
compongono l’assetto complessivo risultano prive dei necessari
presupposti edilizi e strutturali?
È possibile difendere una pluralità di interventi richiamando
singolarmente l’edilizia libera, la DIA o la SCIA, quando il
risultato finale ha inciso sull’originaria destinazione urbanistica
dell’area?
E ancora: l’annullamento in autotutela di una
Segnalazione Certificata di Agibilità richiede
sempre una motivazione rafforzata sull’interesse pubblico oppure,
in presenza di abusi edilizi, il richiamo alla violazione della
disciplina urbanistica può essere sufficiente?
A rispondere sul rapporto tra titoli edilizi,
adempimenti strutturali,
agibilità e potere repressivo dell’amministrazione
è il TAR Campania, Sez. Napoli, con la
sentenza del 3 aprile 2026, n. 2242, che ha respinto
il ricorso proposto contro un’ordinanza comunale di demolizione e
di annullamento in autotutela di una SCA rilasciata su un immobile
sul quale insistevano diversi abusi.
Agibilità, autotutela e abuso edilizio: annullamento della SCA e
ordine di demolizione nella decisione del TAR
La controversia prende
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