
Da quando decorre il termine di dodici mesi per l’annullamento
d’ufficio di un’aggiudicazione? È possibile farlo partire da atti
successivi, come l’impegno di spesa o la stipula del contratto? E
quali sono i limiti entro cui la stazione appaltante può ancora
intervenire in autotutela?
A queste domande ha risposto il Consiglio di Stato con la
sentenza 5 marzo 2026,
n. 1761, tornando su un tema che, nella prassi
applicativa, continua a generare incertezze operative: il rapporto
tra aggiudicazione, autotutela e termine decadenziale.
Il caso
Con bando pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione
Europea del 27 dicembre 2021, una stazione appaltante aveva indetto
una procedura aperta per l’affidamento dei servizi di raccolta
differenziata e igiene urbana per il periodo 2022-2029, per un
valore complessivo di circa 67,5 milioni di euro.
A seguito dello scorrimento della graduatoria — disposto dopo
l’esclusione delle prime due classificate con sentenza del
Consiglio di Stato — l’appalto veniva aggiudicato definitivamente
con determinazione dirigenziale del 14
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