
Quando un fabbricato è privo di titolo edilizio, è davvero
sufficiente richiamare una presunta edificazione risalente nel
tempo per collocarlo in una sorta di area di non rilevanza
urbanistica? È corretto sostenere che, prima della cosiddetta
“Legge Ponte”, l’assenza di una perimetrazione formale del centro
abitato escludesse automaticamente l’obbligo di licenza edilizia?
E, soprattutto, se un immobile risulta abusivo in radice, è
possibile tentare una sanatoria limitata ai soli interventi
successivi, trattandoli come se fossero autonomi e sganciati dalla
costruzione originaria?
Ante 42, ante 67, centro abitato e stato legittimo: la sentenza
del Consiglio di Stato
Mentre si è tornati a discutere della futura riforma del Testo
Unico Edilizia e di una presunta “data limite” prima della quale
considerare tutto legittimo, il dibattito tecnico continua a
concentrarsi su due anni spesso evocati in modo improprio: il 1942
e il 1967.
Due date che, nella prassi, vengono trasformate in miti
interpretativi:
- da un lato l’idea che dal 1942 la licenza edilizia fosse
obbligatoria solo nei centri abitati; - dall’altro la convinzione
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