
È legittimo ricorrere all’avvalimento
utilizzando un’impresa ausiliaria stabilita in un Paese
extra-UE non aderente all’Accordo sugli Appalti Pubblici
(AAP)? Le stazioni appaltanti possono escludere
automaticamente tali operatori?
Quali verifiche devono essere svolte sui
requisiti dichiarati da imprese prive di stabile
organizzazione in Italia?
Sono questioni di crescente interesse per RUP, commissioni
giudicatrici e operatori economici, soprattutto nei settori
caratterizzati da una forte presenza di produttori internazionali e
da filiere sempre più globalizzate.
Sul tema interviene il TAR Lazio, Roma, Sez.
II, con la sentenza
del 30 giugno 2026,
n.
11895, che affronta il rapporto tra diritto
unionale, Codice dei contratti pubblici e disciplina
dell’avvalimento, chiarendo i limiti entro cui un’impresa stabilita
in un Paese extra-UE può mettere a disposizione i propri requisiti
tecnico-professionali nell’ambito di una procedura di gara.
La controversia trae origine da
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