
La presenza di una precedente autorizzazione paesaggistica può
legittimare un fabbricato che, nel tempo, ha assunto dimensioni
diverse da quelle valutate dall’amministrazione?
Il rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale può essere
utilizzato per dimostrare che il’immobile nel quale viene
esercitata l’attività produttiva sia urbanisticamente
regolare? E il Comune, prima di ordinare la demolizione, deve
verificare se la rimozione della parte abusiva possa compromettere
quella regolarmente assentita?
Sono le questioni affrontate dal Consiglio di
Stato con la sentenza del
15 giugno 2026, n. 4781, nella quale Palazzo Spada ha
messo in relazione provvedimenti appartenenti a discipline
differenti e ha ribadito un principio particolarmente
rilevante nella ricostruzione dello stato legittimo, secondo cui
la regolarità edilizia di un’opera deve essere
dimostrata attraverso un titolo riferibile proprio a
essa, nella consistenza effettivamente realizzata, e
non può essere ricavata dalla presenza di autorizzazioni rilasciate
per finalità diverse.
Autorizzazione paesaggistica e abusi edilizi: quando il titolo non
copre le opere realizzate
La controversia nasce dall’impugnazione di un’ordinanza di
demolizione adottata dal
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