
È sufficiente richiamare una DIA o qualificare
un manufatto come pertinenza per sottrarlo alla
demolizione quando manca l’autorizzazione sismica?
Il decorso dei termini della DIA può rendere legittimo un
intervento edilizio realizzato senza il preventivo controllo del
Genio Civile? E, soprattutto, è possibile una
forma di sanatoria sismica oppure la disciplina
esclude qualsiasi regolarizzazione successiva?
Non sono questioni marginali perché il sistema amministrativo
delineato nel Testo Unico Edilizia prevede diversi
regimi che vanno dagli interventi di edilizia libera a quelli che
necessitano di permesso di costruire, ma in tutti
i casi impone il rispetto delle prescrizioni degli strumenti
urbanistici e, più in generale, di tutte le altre normative di
settore che incidono sull’attività edilizia. Tra queste,
naturalmente, la disciplina sismica.
In questo contesto si inserisce la recente sentenza del
TAR Lazio n. 199 del 6 marzo 2026 che affronta
esattamente questo nodo, ancora oggi fonte di equivoci operativi
nella pratica professionale, e lo fa con un ragionamento lineare
che merita di
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