
In un appalto da aggiudicare tramite criterio OEPV, è possibile
ottenere il punteggio premiale legato alla
certificazione di parità di genere facendo ricorso
all’avvalimento? Una certificazione che attesta
politiche organizzative interne può essere “prestata” da un
operatore a un altro senza snaturarne la funzione?
E soprattutto: il nuovo Codice dei contratti ha
davvero superato le perplessità che per anni hanno accompagnato
l’avvalimento dei requisiti premiali?
Sono domande che si inseriscono in un contesto nel quale il
legislatore ha progressivamente rafforzato il ruolo dei
criteri sociali nella valutazione dell’offerta,
attribuendo alla parità di genere una funzione esplicitamente
incentivante e che vanno direttamente a incidere su requisiti non
attinenti alla capacità esecutiva in senso stretto, ma alla qualità
complessiva dell’offerta.
È proprio in questo spazio, dove si intrecciano
principio del favor partecipationis, concorrenza e
attendibilità dei criteri di valutazione, che si colloca il
parere di funzione
consultiva ANAC 17 dicembre 2025, n. 54, chiamato a
chiarire se e a quali condizioni la
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