
Negli ultimi mesi il badge di
cantiere è diventato uno dei temi più ricorrenti nel
dibattito sulla sicurezza nei cantieri, spesso però affrontato con
semplificazioni che rischiano di generare più confusione che
chiarezza. C’è chi lo presenta come un nuovo adempimento
immediatamente operativo, chi lo sovrappone alla patente a crediti
e chi, ancora, individua scadenze che non trovano un reale
fondamento normativo.
In realtà, il badge di cantiere va letto per quello che è:
l’evoluzione strutturata di un obbligo già presente
nell’ordinamento, che il legislatore ha deciso di
rafforzare e rendere finalmente efficace, inserendolo in un sistema
più ampio di tracciabilità della manodopera e di controllo dei
cantieri.
Il badge di cantiere non nasce oggi: il punto di partenza è il
Testo Unico Sicurezza
L’obbligo di identificare i lavoratori nei cantieri non è una
novità introdotta nel 2025. L’art. 26, comma 8, del D.Lgs. n.
81/2008 (Testo Unico Sicurezza Lavoro, TUSL) prevede da tempo che,
nelle attività svolte in regime di appalto
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