
La realizzazione di un balcone richiede sempre il permesso di
costruire oppure, in determinate condizioni, può essere sufficiente
una SCIA? Uno sporto inferiore a 1,50 metri deve
essere considerato nel calcolo delle distanze tra edifici? E fino a
che punto il proprietario confinante può
contestare non soltanto il nuovo intervento, ma anche i titoli che
hanno legittimato la costruzione sulla quale quell’intervento viene
eseguito?
Sono questioni diverse, ma che finiscono per intrecciarsi quando
un’opera realizzata su un edificio esistente modifica il rapporto
con le proprietà vicine e obbliga a verificare, anche a ritroso, la
legittimità urbanistico-edilizia della
preesistenza.
Su questi temi è intervenuto il Consiglio di
Stato con la sentenza
del 1° settembre 2026, n. 6748, relativa a un
intervento che comprendeva la trasformazione di una finestra in
porta e la realizzazione di un balcone, eseguito sulla base di una
SCIA e di una CILA. La decisione ha affrontato diversi profili di
interesse: il corretto inquadramento
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