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Bici, bonus mobilità: ecco come richiederlo – La Gazzetta dello Sport

In attesa dell’entrata in funzione dell’app sul sito del ministero dell’Ambiente, che darà inizio alla Fase 2 per la richiesta del bonus (con lo sconto immediato in negozio), ecco gli ultimi aggiornamenti sugli incentivi previsti

Il Bonus mobilità, meglio noto come “Bonus bici” previsto dal decreto Rilancio, è tra gli argomenti più dibattuti tra gli appassionati di due ruote e, in generale, gli abitanti delle città più grandi e delle aree metropolitane. Il pubblico al quale si rivolge l’incentivo per l’acquisto di una bicicletta (nuova o usata), una e-bike a pedalata assistita, una handbike, ma anche altri mezzi della mobilità alternativa (ad auto, moto e scooter motorizzati) quali monopattini e segway.

BONUS BICI: LE DUE FASI

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Com’è noto il Bonus mobilità copre gli acquisti effettuati dal 4 maggio al 31 dicembre 2020 e sarà erogato in due, differenti, fasi. Una Fase 1 di tipo “retroattivo”, con un rimborso a posteriori (conservando la fattura di acquisto o uno scontrino “parlante” che riporti sia l’indicazione del bene acquistato, sia il Codice fiscale dell’acquirente) per gli acquisti effettuati dal 4 maggio fino all’entrata in funzionamento dell’apposita applicazione web che sarà accessibile tramite il sito del ministero dell’Ambiente. Applicazione (a cui si accede disponendo delle credenzialiSpid – Sistema Pubblico di Identità Digitale) che potrebbe essere pronta entro la fine del mese di luglio 2020. E una Fase 2 con uno sconto diretto (ad applicazione funzionante), quando i cittadini, tramite il medesimo portale web, potranno selezionare negozi e venditori on-line accreditati dove effettuare l’acquisto, beneficiando di uno sconto immediato del 60% sotto forma di un buono digitale da utilizzare entro 30 giorni dalla richiesta. ( Leggi i consigli per acquistare un modello di bici da città adatto anche al tempo libero ).

L’IPOTESI SCONTRINO CON AUTOCERTIFICAZIONE

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Il bonus, però, non è ancora entrato a pieno regime. Il motivo? Sembra legato alla modalità di fruizione dello stesso bonus, in particolare ai documenti necessari per beneficiare del rimborso per gli acquisti già effettuati nella Fase 1. In un primo momento – come da comunicazioni del ministero dell’Ambiente: qui le risposte alle domande più frequenti – il solo giustificativo ammesso era la fattura d’acquisto; in un secondo tempo, invece, sembra arrivata l’apertura anche allo scontrino “parlante” (in tutto simile a quello che si richiede acquistando dei medicinali per poter beneficiare delle detrazioni fiscali). A fattura e scontrino parlante, però, potrebbe aggiungersi una terza forma di documentazione: un tradizionale scontrino. Questa potrebbe essere la richiesta avanzata dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la firma del Decreto attuativo. Un semplice scontrino potrebbe bastare, quindi, per giustificare la spesa d’acquisto? L’ipotesi non è da escludere. Portando con sé, forse, la necessità di una autocertificazione firmata dal cittadino, nella quale assumersi la responsabilità dell’acquisto, avvenuto nei termini previsti dal bonus.

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