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Bonus casa 2021: come rifarsi casa con l’aiuto del Governo! – Trend-online.com

Il Governo guidato dall’ex Governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, ha proseguito sulla linea adottata dal suo precedessore, il Governo Conte II, per quanto riguarda quelle misure che permettono di recuperare la spesa sostenuta per i miglioramenti alla propria abitazione.

Ovviamente non tutti questi bonus permettono di recuperare l’intera spesa, ma hanno tutti un denominatore comune: coprono una parte dei costi ed aiutano i cittadini a rendere la propria casa più sicura, moderna e green. La ratio è infatti molto semplice, incentivare i cittadini a fare interventi di miglioramento edilizio sotto diversi punti di vista, in modo da aiutarli a sostenere spese necessarie e contemporaneamente fornendo dei criteri su ciò che è meglio fare.

Dovendo infatti rispettare determinati requisiti, queste misure indirizzano gli italiani verso soluzioni più sostenibili e tecnologicamente avanzate. Una notizia certamente positiva, che non riguarda solo il più famoso dei bonus, il superbonus 110%, ma anche molti altri “minori” che potrebbero fare la differenza per molte famiglie italiane.

Se fossi interessato ad approfondire queste tematiche, ti suggeriamo il canale YouTube “Redazione The Wam“, che fornisce aggiornamenti quotidiani sul fronte bonus e sussidi per privati e famiglie. In questo video, in particolare, viene trattata la tematica delle novità presenti nel Decreto Sostegni Bis:

Bonus prima casa: di cosa si tratta e per chi

Partiamo da un bonus che, in realtà, non riguarda interventi sulla propria abitazione, quanto più l’acquisto dell’abitazione stessa. Il bonus prima casa è infatti un’agevolazione per tutti gli under-36 che acquistano casa e devono fare fronte ad una serie di costi aggiuntivi, talvolta molto onerosi.

Tra i requisiti è semplicemente richiesta un’età inferiore ai 36 anni (cioè vanno compiuti dal 2022 in poi), un Isee inferiore a 40.000 euro e non avere altre abitazioni. Inoltre, è necessario avere la residenza nel comune in cui si sta acquistando la casa entro diciotto mesi dall’acquisto stesso.

Se questi requisiti sono rispettati, c’è la possibilità di risparmiare sulle seguenti spese: imposta di registro, ipotecaria e catastale. Tre imposte gravose che il Governo vuole togliere dalle spalle dei giovani, sempre più in difficoltà nel diventare indipendenti e, in questa direzione, uno dei passi più importanti è proprio quello dell’acquisto dell’abitazione di proprietà. Sarà possibile anche recuperare l’IVA in caso di acquisto da imprese, ma andrà comunque anticipata e poi ottenuta come credito d’imposta.

Un ulteriore aiuto, sempre in questa direzione, è il Fondo di garanzia per garantire il mutuo di questi soggetti fino all’80%. Un aumento della percentuale considerevole, che permette a chi non ha la garanzia sul mutuo di avere le spalle coperte, oltre a risparmiare su costi accessori al momento della sottoscrizione del mutuo: niente imposta sostitutiva e imposta di registro, imposta ipotecaria e di bollo.

Superbonus 110%: come funziona

Il superbonus, come dice la stessa Agenzia delle Entrate è: “un’agevolazione prevista dal Decreto Rilancio che eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022, per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi antisismici, di installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici. Ulteriori sei mesi di tempo (31 dicembre 2022) per le spese sostenute per lavori condominiali o realizzati sulle parti comuni di edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche se, al 30 giugno 2022, è stato realizzato almeno il 60% dell’intervento complessivo.”

Costituisce decisamente il bonus più massiccio tra quelli nel presente articolo, in quanto appunto di può recuperare l’intera spesa sostenuta per gli interventi sull’abitazione. Il criterio principale è quello dell’efficienza energetica, perché è necessario che la classe energetica migliori di ben due livelli, in modo da rendere l’abitazione a minor impatto ambientale.

Il criterio è infatti spesso definito attraverso i lavori “trainanti“, che costituiscono di fatto la parte principale (e più onerosa) dei lavori da fare, ma che sono anche quelli decisivi ai fini della diminuzione di due classi energetiche. A questi, possono essere poi aggiunti altri lavori non trainanti (o trainati, appunto) che saranno comunque coperti dal superbonus 110%.

Il Decreto Rilancio, comunque, è stato concepito non solo per l’obiettivo di ristrutturare e migliorare le case italiane (che sono tra le più vecchie d’Europa, di media), ma anche per spingere un settore fortemente colpito dalla pandemia, il settore edilizio.

Superbonus 110%: requisiti e tempi

Arriva una novità importante sul Superbonus, perché da alcuni giorni sono cambiati alcuni requisiti burocratici per l’ottenimento: non è più necessaria la verifica di doppia conformità, ma è sufficiente la Cila (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata).

Con questa novità, i tempi tecnici potrebbero ridursi mediamente di tre mesi, un’infinità se ben ci si pensa. L’obiettivo è infatti quello di rendere il Superbonus più accessibile e burocraticamente snello, dato che ad oggi il maggiore disincentivo è proprio il lungo iter burocratico da seguire per vedersi approvato 110%.

Per quanto riguarda la lista di chi può farne farne richiesta, ecco un riferimento:

  • condomìni;
  • persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, che possiedono o detengono l’immobile oggetto dell’intervento;
  • persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, proprietari (o comproprietari con altre persone fisiche) di edifici costituiti da 2 a 4 unità immobiliari distintamente accatastate;
  • Istituti autonomi case popolari (Iacp) comunque denominati o altri enti che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing”. Per tali soggetti, l’agevolazione riguarda le spese sostenute entro il 30 giugno 2023, se alla data del 31 dicembre 2022, siano stati effettuati lavori per almeno il 60% dell’intervento complessivo;
  • cooperative di abitazione a proprietà indivisa;
  • Onlus, associazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale;
  • associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

Il bonus è riconosciuto come credito d’imposta, ma è anche possibile cedere il credito a banche, ai fornitori del servizio o altri soggetti. Questa novità burocratica, che come detto riduce i tempi addirittura di tre mesi, mette il superbonus praticamente al pari degli altri bonus fiscali, come il bonus facciate.

Bonus facciate: cos’è e come funziona

Il bonus facciate, invece, permette un riconoscimento del 90% delle spese sostenute per inteventi di recupero o restauro delle facciate esterne degli edifici, che siano abitazioni private o di aziende. In sostanza, un altro credito d’imposta recuperabile in dieci quote annuali. Un ulteriore incentivo per le famiglie italiane per migliorare l’aspetto estetico dell’edificio attraverso interventi sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi, compresi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna. Il bonus non spetta, invece, per gli interventi effettuati sulle facciate interne dell’edificio, se non visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico.

In questo caso, il requisito è che l’edificio sia ubicato nelle zone A e B (o assimilabili), definite dal Decreto. Per il resto l’accesso al bonus è piuttosto semplice, in quanto non ci sono altri requisiti specifici.

Va specificato che, come per tutti gli altri bonus di questa natura, è necessario effettuare i pagamenti attraverso metodi tracciabili, come bonifici postali parlanti o bonifici bancari. Anche la documentazione è importante e va conservata per dieci anni. L’aspetto burocratico, lo ripetiamo ancora una volta, è molto importante per questa tipologia di bonus che richiede tutta una serie di step ed accorgimenti da tenere in considerazione per non rischiare “brutte sorprese”.

Ecobonus e sismabonus: cosa sono e come funzionano

Anche ecobonus e sismabonus sono importanti da considerare per chi sta valutando di fare degli interventi rilevanti alla propria abitazione. Come è facile immaginare, il primo fa riferimento all’efficientamento energetico, mentre il secondo alla messa in sicurezza dell’edificio attraverso interventi antisismici

Come definisce la stessa Agenzia delle Entrate, il sismabonus fa riferimento a: “Spese sostenute nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021 per interventi antisismici su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) e nella zona 3, le cui procedure di autorizzazione sono state attivate a partire dal 1° gennaio 2017, spetta una detrazione del 50%, da calcolare su un import o complessivo di 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno e fruibile in cinque rate annuali di pari importo.”

Il bonus che riguarda invece l’efficienza energetica, copre fondamentalmente costi che abbiano una delle seguenti finalità:

  • la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento;
  • il miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni – pavimenti – finestre, comprensive di infissi);
  • l’installazione di pannelli solari;
  • la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

Altri bonus casa: c’è tanta carne sul fuoco

I bonus più rilevanti riguardanti l’abitazione sono stati sopra elencati, con tutti i riferimenti relativi all’Agenzia delle Entrate, ente di riferimento per queste msiure. Ce ne sono però altri, di minore entità, che hanno comunque a che fare con il miglioramento della propria abitazione, in termini di modernità o di efficienza energetica (o entrambi).

Si tratta per esempio del bonus tende da sole 2021 (di cui abbiamo parlato qui) o del bonus verde 2021 (di cui abbiamo invece parlato qui). Bonus che come detto hanno un’entità completamente diversa rispetto a quelli sopra elencati, che riguardano anche elementi strutturali e nel complesso molto più decisivi nel mantenimento della propria abitazione e nei costi da sostenere.

La ratio del bonus, già anticipata in precedenza, permette di dire che genera una situazione win-win per i cittadini. Una spinta al settore edilizio (ed ai vari sotto settori che ne fanno parte) ed un aiuto a famiglie ed imprese italiane che vogliano effettuare investimenti importanti. Inoltre, c’è anche l’aspetto green che, oltre a far risparmiare le famiglie su alcune bollette, permette nel complesso di diminuire l’impatto ambientale degli imprescindibili elementi presenti in ogni casa, come l’impianto di riscaldamento.

Pian piano si cominceranno anche a vedere gli effetti di questi bonus sull’economia italiana e si potrà giungere a delle conclusioni sull’effettiva utilità di queste misure. Per ora, queste sono le opportunità destinate ai cittadini ed è certamente utile considerarle nei mesi che verranno. 

Copywriter ed aspirante giornalista, classe 1997.
Laureato in Economia e Commercio e laureando magistrale in Management, Finanza ed International Business presso l’Università degli Studi di Bergamo.
Appassionato di scrittura, sono un articolista e SEO Copywriter Freelance e miro a farne una professione a 360°. Amo scrivere di economia, finanza, marketing e attualità ma mi piace anche spaziare in altri ambiti. Ho una grande passione per il digital ed i business online, sogno in grande ma rimango con i piedi per terra.

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