
Il passaggio da abitazione agricola a civile abitazione può
essere considerato un semplice adeguamento funzionale o
incide sul carico urbanistico?
Quali parametri devono guidare il tecnico nel valutare
l’onerosità degli interventi di mutamento d’uso in area
rurale?
E, soprattutto, fino a che punto la data di costruzione
dell’immobile e la funzione originariamente svolta possono rendere
gratuito o meno l’intervento?
Sono le questioni su cui il TAR Piemonte è intervenuto con la
sentenza
del 16 ottobre 2025, n. 1424, chiarendo perché il
cambio di destinazione d’uso da agricola a residenziale rappresenta
un mutamento urbanisticamente rilevante.
Cambio di destinazione d’uso da agricolo a residenziale:
per il TAR l’intervento è oneroso
Nel caso in esame, il ricorrente aveva richiesto un
permesso di costruire per il mutamento di destinazione
d’uso, senza opere, di un fabbricato rurale costruito con
licenza del 1963, da abitazione agricola a civile
abitazione, includendo anche una stalla-tettoia coeva.
Il Comune aveva subordinato il rilascio del titolo al pagamento
del contributo di
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