
Quando il cambio di destinazione d’uso comporta
l’obbligo di monetizzare gli standard urbanistici?
Negli interventi di demolizione e ricostruzione
con ampliamento ammessi dal Piano
Casa, la monetizzazione costituisce la regola
applicativa? Qual è il ruolo del regolamento
comunale nella quantificazione e nella legittimità della
richiesta economica?
Sono domande che nascono direttamente nella gestione dei
procedimenti edilizi e che incidono, in modo molto
concreto, sulle scelte progettuali e sulle valutazioni economiche
degli interventi. A fornire un chiarimento puntuale su questo
intreccio tra cambio di destinazione d’uso, disciplina premiale e
standard urbanistici è la sentenza n. 587 del 23
gennaio 2026 del Consiglio di
Stato.
La vicenda: cambio d’uso e demolizione-ricostruzione con
ampliamento
La controversia riguardava un intervento qualificato come
ristrutturazione edilizia mediante demolizione e ricostruzione, con
ampliamento volumetrico consentito dalla disciplina regionale del
Piano Casa.
All’interno dell’intervento era previsto anche un cambio
di destinazione d’uso urbanisticamente rilevante, tale da
determinare un incremento del carico urbanistico complessivo. In
sede di rilascio del titolo edilizio, l’amministrazione aveva
applicato
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