
La disciplina del cambio di destinazione d’uso
è uno dei terreni più delicati dell’attività edilizia. La
transizione da una categoria funzionale all’altra, soprattutto
quando riguarda il passaggio verso l’uso abitativo, incide
direttamente sul carico urbanistico,
sull’organizzazione dei servizi e sulle scelte pianificatorie
dell’amministrazione.
Ma quando un locale accessorio può essere considerato
trasformato in una vera e propria unità abitativa? Quali elementi
sono sufficienti per integrare un cambio di destinazione d’uso
rilevante ai fini urbanistici? E, soprattutto, il mutamento
richiede sempre il permesso di costruire, o può essere ricondotto a
interventi minori?
Cambio di destinazione d’uso: quando serve il permesso di
costruire?
Proprio su questo snodo interviene la sentenza
del TAR Lazio del 16 ottobre 2025, n.
17871, relativa al ricorso contro l’ordine di
demolizione di opere realizzate in difformità dal permesso di
costruire originario di un locale lavatoio e trasformato in un
ambiente dotato di impianti, infissi di sicurezza e dotazioni
tipiche di uno spazio ad uso abitativo.
Il caso
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