
Quando un cambio di destinazione d’uso può
essere ricondotto alla ristrutturazione “leggera”
dichiarabile con D.I.A. (oggi SCIA) e
quando, invece, supera la soglia dell’intervento maggiormente
impattante sull’organismo edilizio?
Quale ruolo svolgono gli indici urbanistici e
le superfici già sanate con condono nella valutazione della
legittimità di un nuovo intervento?
E come si deve comportare l’amministrazione quando scopre che le
opere realizzate non corrispondono a quanto dichiarato?
Sono le domande che emergono dalla sentenza
del Consiglio di Stato del 21 ottobre 2025, n. 8185,
chiamato a decidere sulla legittimità di un ordine di
demolizione emesso a seguito della trasformazione di un
garage in civile abitazione mediante D.I.A.
Trasformazione del garage e variazioni essenziali: una SCIA non
basta
L’intervento aveva preso avvio da una D.I.A. per lavori
di ristrutturazione interna, comprensivi della
trasformazione di un vano garage in residenziale. L’immobile era
già stato oggetto, negli anni precedenti, di due
concessioni in sanatoria che ne avevano definito con
precisione l’assetto legittimo e le
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