
Il divieto di cambio d’uso previsto da un vecchio regolamento
urbanistico vale ancora dopo il decreto Salva Casa? Le prescrizioni
comunali già in vigore possono considerarsi «specifiche condizioni»
al mutamento di destinazione d’uso senza opere? E se un divieto va
confermato, la decisione spetta al dirigente comunale o al
Consiglio?
A questi interrogativi risponde il Consiglio di Stato con la
sentenza n. 5754 del 16
luglio 2026, che affronta il rapporto tra la
liberalizzazione del mutamento di destinazione d’uso senza opere
introdotta dal Decreto
Legge n. 69/2024 (Decreto Salva Casa)
– convertito con modificazioni dalla Legge n.
105/2024 – e le prescrizioni comunali che a quel
mutamento si oppongono nelle zone urbane consolidate.
Il terreno della pronuncia è quello dell’art. 23-ter del
d.P.R. n.
380/2001 (Testo Unico Edilizia), che
dichiara il cambio d’uso
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