
Quando un impianto sportivo “leggero” smette di essere un
intervento di scarsa rilevanza e diventa, a tutti gli effetti,
nuova costruzione? E soprattutto: cosa succede se
l’autorizzazione della Soprintendenza viene
rilasciata su un’area vincolata senza misurarsi davvero con i
vincoli, con la pianificazione urbanistica e con un precedente
giudicato che aveva già imposto un riesame serio e motivato?
Infine, è davvero praticabile una sanatoria ex art.
36 se le opere non risultavano ultimate e se la disciplina
urbanistica, oggi, non consentiva quelle trasformazioni?
Sono questi gli interrogativi ai quali il TAR Lazio,
sez. Roma II-bis, ha risposto con la
sentenza del 17 febbraio 2026, n. 3044, intervenendo
in una complessa vicenda relativa alla realizzazione di
campi da padel in un contesto tutelato, su un’area
che, secondo i ricorrenti, veniva utilizzata come spazio verde di
fruizione collettiva e che ricadeva comunque in un sistema urbano
di valore storico e morfologico.
Oltre alla qualificazione
…continua a leggere
Tutti i diritti dei contenuti presenti in questo articolo sono della fonte e vengono riportati solo per “diritto di breve citazione” (art. 70 Legge n. 633/1941), indicando sempre la fonte, con relativo link al sito di provenienza. Leggi il Disclaimer.
