
Il tema del caro-materiali torna al centro della manovra. La
prima versione dell’emendamento della Lega sull’art. 99, che
prevedeva uno stanziamento di 2,25 miliardi per coprire il
fabbisogno 2025, era stata bloccata per “onerosità eccessiva”,
lasciando sospesa una partita che riguarda circa 13.000 cantieri
avviati prima del 1° luglio 2023, data di entrata in vigore del
d.lgs. n. 36/2023.
Caro materiali: la riforma del sistema nel DDL Bilancio
2026
La
nuova formulazione, a firma Minasi,
Testor e Dreosto, prende una direzione diversa: con l’introduzione
dell’art. 99-bis, si prevede non più un intervento
immediato sul fabbisogno 2025, ma un impianto strutturale
legato agli stati di avanzamento contabilizzati dal 1° gennaio 2026
fino alla fine dei lavori.
L’intento è chiudere la lunga stagione delle compensazioni
emergenziali e introdurre un meccanismo stabile, fondato sui
prezzari aggiornati ex art. 41 del Codice dei Contratti
Pubblici.
Il cuore
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