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Catasto, deposito C/2 o D/7: quando l’uso non basta per il classamento

Catasto, deposito C/2 o D/7: quando l’uso non basta per il classamento

Un locale utilizzato come deposito può essere sempre
classificato in C/2 oppure esistono casi in cui, pur svolgendo
quella funzione, deve essere ricondotto alla categoria D/7? E
soprattutto, quanto conta davvero l’uso che si fa dell’immobile
rispetto alle sue caratteristiche edilizie?

A queste domande ha dato risposta la Corte di Cassazione che,
con l’ordinanza n. 2423 del 5 febbraio 2026, ha chiarito un tema
che nella pratica professionale emerge con una certa frequenza,
soprattutto quando si lavora su pratiche DOCFA o si affrontano
contestazioni catastali che riguardano immobili produttivi,
seminterrati o comunque difficili da ricondurre alle categorie più
ordinarie. Il punto è tutt’altro che secondario, perché non sempre
la funzione dichiarata coincide con la reale natura catastale del
bene e proprio in questi casi il rischio di semplificazioni è
sempre dietro l’angolo.

Il
caso: deposito C/2 o D/7 dopo il frazionamento DOCFA

La vicenda nasce da una dichiarazione DOCFA con cui la
proprietà, a seguito del frazionamento di un più ampio compendio
immobiliare originariamente censito in
…continua a leggere

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