
Il settore estrattivo può giocare un ruolo importante
nell’economia circolare. Ma serve un cambio di rotta per ridurre il
prelievo di materiali e l’impatto delle cave sul paesaggio, dare
nuova vita a quelle dismesse con interventi di ripristino
ambientale e favorire il recupero e riciclo degli aggregati,
superando normative obsolete, canoni di concessione irrisori e
leggi regionali frammentate.
È quanto torna a ribadire Legambiente che a
distanza di quattro anni presenta, in
collaborazione con Fassa Bortolo e nella cornice
di Ecomondo 2025, il
Report Cave 2025. Numeri alla mano, in
Italia, complice la crisi del settore edilizio, si
registra un calo delle cave autorizzate (quelle
attive e quelle autorizzate ma in assenza di attività estrattiva in
corso), scese a 3.378 (-51,3% rispetto alla prima
rilevazione del report del 2008 e –20,7% rispetto
al report 2021).
Estrazioni, recupero e riciclo: Legambiente presenta
il Rapporto Cave 2025
Tuttavia, l’Italia registra un aumento dei prelievi per
sabbia e ghiaia: 34,6 i
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