
Dopo la piena entrata in vigore del D.Lgs. n. 36/2023 (Codice
dei contratti), uno dei temi sui quali si è concentrata
l’attenzione degli operatori del settore è stato quello relativo al
costo della manodopera e alla sua ribassabilità in fase di
presentazione dell’offerta.
Un tema che ha continuato a generare dubbi interpretativi anche
dopo l’entrata in vigore del nuovo Codice e che ha trovato un primo
riassetto con le modifiche introdotte dal D.Lgs. n. 209/2024 che,
tra le altre cose, ha modificato l’art. 11 e previsto l’inserimento
del nuovo allegato I.01, dedicato ai criteri e alle modalità per
l’individuazione, nei bandi, negli inviti e nella decisione di
contrarre, del contratto collettivo nazionale e territoriale (CCNL)
da applicare al personale impiegato nei lavori, servizi e forniture
oggetto di appalti pubblici e concessioni.
Uno degli aspetti più interessanti dell’allegato I.01 riguarda
l’individuazione del contratto collettivo applicabile e la
possibilità, riconosciuta agli operatori economici, di applicarne
uno diverso dichiarandone però l’equivalenza delle tutele
economiche e normative.
Ma, in sostanza, una
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