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COL SISMABONUS SI RISCOPRE ANCHE IL TETTO

La parte più bella di un edificio è il tetto. È quella più alta, la più vicina al cielo.
Ma è anche la più importante perché ci protegge dalla pioggia e dal sole. Quindi è la più esposta e vulnerabile. Gettonatissima quando si parla di Sismabonus.
Si, perché il tetto richiede interventi di manutenzione frequenti e anche perché, sempre più spesso, diventa una centrale tecnologica per la produzione di energia fotovoltaica, essa stessa trainata dal Superbonus.
Attenzione però ai lavori che si fanno quando lo si deve rinnovare.
Non sempre è corretto alleggerirlo e non sempre è corretto introdurre cordolature in cemento armato. I recenti terremoti hanno testimoniato che, ad esempio, l’eccessiva rigidezza di un cordolo sommitale può aumentare la vulnerabilità sismica della muratura sottostante, per una serie di squilibri nei carichi.
E allora?
In caso di interventi su vecchie coperture non esiste una regola matematica, non esiste un materiale standard da inserire nel computer. Bisogna sempre osservare e comprendere la struttura che si ha davanti. Gli interventi devono essere poco invasivi e rispettosi degli equilibri esistenti. I materiali devono essere compatibili con quelli originari. Le spinte vanno sempre eliminate.
Queste cose si imparano in cantiere.

 

Source: cristianangeli.it

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