
In caso di ordine di demolizione su un edificio
oggetto di istanza di condono, è davvero possibile
“rientrare” nei limiti volumetrici intervenendo
successivamente? E quando l’immobile abusivo coincide con
l’abitazione principale, il diritto alla casa può
fermare la demolizione?
A rispondere negativamente a entrambe le domande è la
Corte di Cassazione con la sentenza del
26 marzo 2026, n. 11313, che torna su alcuni principi
destinati a riemergere ogni volta che si tenta, anche a distanza di
anni, di riportare un abuso edilizio entro i
parametri di legge.
Condono edilizio: la Cassazione sulla demolizione della cubatura in
eccedenza
Il caso riguarda il ricorso contro l’esecuzione di un
ordine di demolizione disposto su un immobile già
oggetto di sentenza penale divenuta irrevocabile nel 1998.
A distanza di tempo, il proprietario aveva chiesto la
sospensione o la revoca dell’ordinanza facendo leva su due profili
tra loro collegati: da un lato la possibile condonabilità
dell’intervento, sostenuta sulla base di
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