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Condono edilizio e parere tardivo della Soprintendenza: il Consiglio di Stato esclude il silenzio assenso

Condono edilizio e parere tardivo della Soprintendenza: il Consiglio di Stato esclude il silenzio assenso

Il mancato rispetto dei termini da parte della Soprintendenza
può incidere sull’esito di una domanda di condono edilizio? Il
silenzio dell’amministrazione preposta alla tutela del vincolo può
essere equiparato a un assenso? E che valore assume, dopo oltre
trent’anni, l’annullamento dell’autorizzazione paesaggistica
rilasciata per un precedente condono?

Sono interrogativi che, nelle sanatorie in area vincolata,
posso generare dubbi ed errori applicativi, soprattutto quando
la storia edilizia si è stratificata nel tempo. La sentenza
del Consiglio di Stato del 13 novembre 2025, n. 8911

affronta un caso emblematico e offre chiarimenti preziosi per
tecnici e operatori.

Condono edilizio in area vincolata: il Consiglio di Stato
sul parere tardivo

Il caso nasce da una prima domanda di condono presentata ai
sensi della legge n. 47/1985 (c.d. “Primo Condono
Edilizio
“) per la trasformazione di un villino da uno a
due piani. Il Comune aveva rilasciato l’autorizzazione
paesaggistica, ma successivamente era stata annullata per
incompatibilità dell’intervento con il contesto protetto.

Nel frattempo, anziché mantenere inalterato l’immobile, il
proprietario
…continua a leggere

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