
Un immobile oggetto di condono edilizio può
essere considerato legittimo al pari di uno realizzato sin
dall’origine nel rispetto delle regole urbanistiche? Il titolo
rilasciato in sanatoria deve essere utilizzato per ricostruire lo
stato legittimo? E che differenza esiste tra
concessione e autorizzazione in
sanatoria?
Sono domande che tornano spesso nella pratica professionale e
che non possono trovare una risposta
“semplicistica” né univoca, soprattutto quando ci
si trova davanti a immobili che hanno attraversato più fasi
normative e più titoli edilizi. Domande che sono tornate
prepotentemente alla ribalta con sentenza del
Consiglio di Stato n. 2848/2026 che ha fornito un
chiarimento particolarmente significativo su una querelle
che va avanti da anni, sulla quale si era espressa in tempi non
sospetti anche la Corte Costituzionale con la sentenza n.
238/2000.
Il punto, però, non è trovare una risposta secca, ma comprendere
il percorso che il nostro ordinamento ha seguito e che oggi incide
direttamente
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