
La presente relazione, secondo un punto di vista personale e
senza pretesa di esaustività, analizza la questione, di grande
attualità e rilevanza pratica, relativa alla possibilità di
eseguire interventi edilizi successivi su immobili oggetto di
condono edilizio (condonati con provvedimento), alla luce
del recente presunto contrasto interpretativo emerso tra la
giurisprudenza del Consiglio di Stato e la giurisprudenza della
Corte Costituzionale.
In particolare, si esamineranno tre pronunce recentissime:
- la sentenza del Consiglio
di Stato, Sezione IV, n. 4155 del 22 maggio 2026 (rel.
Arrivi), la quale ha affermato che i volumi condonati divengono
opere legittime e possono fungere da base di calcolo per successivi
incrementi volumetrici; - la sentenza del Consiglio
di Stato, Sezione IV, n. 2848 del 9 aprile 2026 (rel.
Sestini), la quale ha affermato che un immobile condonato
acquisisce, ai sensi dell’art. 9-bis, comma 1-bis, del D.P.R. n.
380/2001, piena legittimità urbanistica e può essere oggetto degli
stessi interventi
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