
Quando si prescrive il credito dell’amministrazione per
l’oblazione dovuta ai sensi della legge n. 47/1985? E fino a
che punto la lunga inerzia della P.A. può essere giustificata da un
procedimento complesso o dalla presenza di vincoli
paesaggistici?
La sentenza
del Consiglio di Stato del 6 novembre 2025, n. 8648
risponde a due questioni inerenti la gestione delle vecchie
pratiche di condono: il rapporto tra decorso del tempo e
prescrizione, da un lato, e la reale operatività del silenzio
assenso dall’altro.
Condono edilizio, silenzio assenso e prescrizione
dell’oblazione: interviene il Cosniglio di Stato
Il caso trae origine da una domanda di condono edilizio
presentata nel 1986 ai sensi della legge n. 47/1985 (c.d. Primo
Condono Edilizio) per un edificio in area vincolata, per il quale i
richiedenti avevano integralmente versato l’oblazione calcolata in
21 milioni di lire. L’iter amministrativo era rimasto sospeso per
anni a causa di richieste integrative e di successive rivalutazioni
della pratica.
Nel 1998 il Comune
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