
Un’opera abusiva realizzata all’interno di un’area sottoposta a
vincolo paesaggistico può ottenere il condono se
si trova in prossimità del limite della zona tutelata?
E cosa accade quando il manufatto è completamente interrato e
non altera in modo apprezzabile la percezione del paesaggio?
A rendere interessante il caso esaminato dal TAR Emilia
Romagna con la sentenza
del 26 maggio 2026, n. 955 non è tanto la presenza del
vincolo paesaggistico, circostanza pacifica tra le parti, quanto il
fatto che il parere negativo della Soprintendenza abbia riguardato
due opere profondamente diverse tra loro: un fabbricato fuori terra
e un locale interrato per il quale il Comune aveva già espresso
anni prima un orientamento favorevole alla sanatoria.
La sentenza affronta entrambe le questioni e offre alcuni
chiarimenti sul ruolo della Soprintendenza nei
procedimenti di condono edilizio che interessano
immobili ricadenti in aree tutelate.
Due
domande di condono per due manufatti diversi
La controversia ha avuto origine da
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