
Un abuso edilizio realizzato in area sottoposta a vincolo può
essere sanato con il terzo condono? La distinzione tra
vincolo relativo e vincolo
assoluto ha ancora oggi un’effettiva rilevanza
operativa?
E soprattutto: il parere favorevole della
Soprintendenza è davvero sufficiente a rendere condonabile
un intervento, oppure esistono ipotesi in cui la sanatoria è
esclusa a priori, senza che vi sia spazio per alcuna valutazione
paesaggistica?
A differenza dei precedenti condoni, il D.L. n.
269/2003, convertito nella Legge n.
326/2003, ha ristretto in maniera significativa l’ambito
degli interventi sanabili in aree vincolate introducendo condizioni
particolarmente rigorose, destinate a operare in modo
cumulativo.
Questo assetto normativo è stato ulteriormente chiarito dalla
giurisprudenza più recente e, in modo decisivo, dalla Corte
costituzionale n. 252/2022, che ha ricondotto la
disciplina dei limiti al condono nell’alveo delle norme di grande
riforma economico-sociale, escludendo letture estensive che per
anni avevano trovato spazio soprattutto a livello regionale.
È proprio in questo contesto che si inserisce la Disclaimer.
