
Una domanda di condono edilizio continua a produrre effetti
anche se, dopo la sua presentazione, vengono realizzate nuove opere
abusive? Il Comune può ordinare la demolizione di manufatti
successivi nonostante la pendenza della sanatoria? E il silenzio
assenso può formarsi anche quando manca l’autorizzazione dell’ente
preposto alla tutela del vincolo?
Parlare di condono edilizio non è mai semplice. Recentemente il
Consiglio di Stato, con la sentenza n.
2848/2026, ha affermato un principio che avrebbe già
dovuto essere consolidato, ovvero che il condono edilizio rientra
nella ricostruzione dello stato
legittimo ai sensi dell’art. 9-bis del d.P.R. n.
380/2001 (Testo Unico Edilizia). La
presentazione dell’istanza di condono, però, non è di per sé
sufficiente a rendere legittimo l’immobile, perché il
titolo in sanatoria straordinario
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