
Una pratica di condono rimasta ferma per quasi vent’anni può
essere riaperta dal Comune per rideterminare l’oblazione e il
contributo di costruzione? Da quale momento iniziano a decorrere i
termini di prescrizione e quale effetto produce, nel frattempo, la
formazione tacita del titolo edilizio in sanatoria?
E ancora, una diversa qualificazione delle opere, effettuata
dall’amministrazione quando la documentazione era già da tempo
completa, può impedire retroattivamente il perfezionamento del
silenzio assenso?
A queste domande ha risposto il TAR Lombardia, Milano,
sez. Seconda, con la
sentenza 8 giugno 2026, n. 2993, relativa a una
vicenda riguardante un’istanza presentata nell’ambito del
terzo condono edilizio, chiarendo entro quali
limiti temporali il Comune possa esaminare la domanda e
rideterminare le somme eventualmente dovute.
Condono edilizio e silenzio assenso: il TAR sui termini di
prescrizione dei pagamenti
La controversia trae origine da una domanda di condono
presentata nel 2004 ai sensi dell’art. 32 del D.L. n. 269/2003,
convertito dalla Legge n.
…continua a leggere
Tutti i diritti dei contenuti presenti in questo articolo sono della fonte e vengono riportati solo per “diritto di breve citazione” (art. 70 Legge n. 633/1941), indicando sempre la fonte, con relativo link al sito di provenienza. Leggi il Disclaimer.
