
Il 2026 ha segnato un cambiamento netto nello scenario degli
incentivi per l’efficienza energetica, anche degli edifici non
residenziali e del settore terziario. Il nuovo assetto dei bonus
fiscali ha infatti lasciato margini di manovra molto ridotti:
l’aliquota è scesa al 36% e il recupero della spesa avviene in
dieci anni, una tempistica che, per molte imprese e operatori,
rende l’intervento poco attrattivo dal punto di vista finanziario,
soprattutto in termini di ritorno dell’investimento e di gestione
della liquidità.
In questo quadro, il Conto Termico 3.0 rappresenta una valida
alternativa, in molti casi più efficace dei bonus fiscali. A
differenza di questi ultimi, il Conto Termico si basa su un
contributo diretto in conto capitale, erogato dal GSE in tempi
relativamente brevi.
È interessante osservare come questo strumento, nato
inizialmente per sostenere interventi di dimensioni contenute,
esprima oggi le sue migliori potenzialità proprio nel settore non
residenziale, in particolare negli edifici del terziario e del
comparto produttivo.
Il Conto Termico per gli edifici del terziario e
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