
Un soggetto attuatore può essere chiamato a contribuire ai costi
di opere realizzate fuori comparto urbanistico? L’assenza di una
clausola espressa nella convenzione urbanistica basta a escludere
qualsiasi obbligo economico? E i pareri tecnici richiamati negli
atti del PUA possono incidere sugli obblighi del privato?
Sul rapporto tra convenzione urbanistica,
pianificazione attuativa e dotazioni
ecologico-ambientali interviene il Consiglio di
Stato con la sentenza
del 20 maggio 2026, n. 4046, chiarendo quando il
privato possa essere chiamato a concorrere economicamente alla
realizzazione di opere infrastrutturali collocate anche fuori
comparto.
PUA e opere territoriali esterne al comparto: gli oneri economici
del privato
La controversia riguarda la realizzazione di una cassa
di espansione funzionale alla gestione delle acque
meteoriche di un insediamento produttivo, relativa a una società
immobiliare proprietaria di un lotto edificabile inserito in una
zona produttiva disciplinata dal previgente Piano regolatore
generale e attuabile mediante Piano urbanistico
attuativo.
La società aveva presentato il progetto di PUA, successivamente
approvato dal Consiglio
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