
Il primo gennaio di ogni anno, prima ancora di alzare la
serranda dello studio o ricevere la telefonata del primo cliente,
un architetto italiano a Partita IVA a contribuzione piena ha già
accumulato un debito operativo che supera i 10.000 euro. Il
tassametro della cassa di previdenza riparte in automatico: dopo la
rivalutazione ISTAT dell’1,2% deliberata per l’anno in corso
servono circa 3.700 euro di contributi minimi obbligatori a
Inarcassa, una cifra dovuta per legge anche se il fatturato
dell’anno precedente è rimasto fermo a zero. Il prelievo ordinario
viaggia su un doppio binario: il 4% di contributo integrativo
applicato sul volume d’affari e il 14,5% di contributo soggettivo
calcolato sul reddito professionale netto, con una soglia minima
inderogabile fissata per il 2026 a 2.785 euro a cui si aggiungono
850 euro di integrativo minimo e i 65,50 euro della quota di
maternità e paternità. Per i primi cinque anni di attività e fino
al compimento dei 35 anni di età la cassa
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