
Quando un criterio premiale aiuta davvero la gara? E quando,
invece, diventa un problema? Il criterio della
prossimità territoriale può essere valorizzato
nella valutazione dell’offerta oppure rischia di trasformarsi in
una clausola opaca, esposta a censure per arbitrarietà?
E ancora: la previsione di un punteggio premiale per la
certificazione della parità di genere è una scelta
rimessa alla discrezionalità della stazione appaltante oppure
rappresenta ormai un contenuto necessario della lex
specialis?
Sono domande centrali nella costruzione delle gare con il
criterio dell’offerta economicamente più
vantaggiosa, soprattutto quando la stazione appaltante
decide di usare criteri premiali che incidono in
modo sensibile sulla graduatoria.
Su questi profili è intervenuta ANAC con la
delibera del 24 marzo 2026,
n. 106, offrendo indicazioni operative su come devono
essere costruiti e applicati i criteri di
valutazione, adottata nell’ambito di una procedura europea
per l’affidamento di servizi di ingegneria e architettura relativi
alla direzione lavori e al coordinamento della sicurezza in fase di
esecuzione.
Il contesto della vicenda: non
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