
Ogni grande progetto nasce molto prima della sua realizzazione.
Vale per una strada, un ponte o un’opera di rigenerazione urbana,
ma vale anche per una regata d’altura come la
Palermo-Montecarlo che quest’anno giunge alla XXI
edizione.
Da ingegnere, guardo questa competizione non soltanto come un
evento sportivo di prestigio, ma come un esempio concreto di metodo
progettuale, nel quale competenza, pianificazione e capacità di
adattamento fanno la differenza.
Dalla regata alla progettazione: cinque principi per
l’ingegneria
La prima lezione riguarda
la progettazione. Nessuna imbarcazione
affronta centinaia di miglia senza un’attenta fase di studio. La
Direttiva 2013/53/UE ha rafforzato il
principio secondo cui le imbarcazioni da diporto devono rispondere
a rigorosi requisiti di progettazione, costruzione, sicurezza e
tutela dell’ambiente. È la dimostrazione che innovazione e qualità
nascono sempre da regole tecniche solide.
La seconda riguarda la sostenibilità. Il
mare insegna il rispetto degli equilibri naturali e questa cultura
dovrebbe guidare anche la progettazione delle nostre città. È la
stessa visione che ispira il concetto di infrastrutture capaci di
dialogare con l’ambiente attraverso sistemi di drenaggio
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