
È positiva la valutazione del CNI sul c.d.
DDL Stadi, espressa nel corso dell’audizione
davanti alle Commissioni riunite 7ª e 8ª del Senato, nell’ambito
dell’esame del Disegno di Legge n. 1312 recante “Disposizioni in
materia di stadi e impianti calcistici italiani”.
Valutazione che si innesta, però, su alcune indicazioni tecniche
puntuali, con l’obiettivo di rendere davvero efficace il percorso
di modernizzazione degli impianti sportivi, come
ha precisato la delegazione del Consiglio Nazionale degli
Ingegneri, composta dal Presidente Angelo Domenico
Perrini e dal Consigliere Domenico
Condelli, presentando un contributo articolato, fondato
sull’esperienza maturata nella gestione di opere pubbliche
complesse.
DDL Stadi: perché serve una riforma contro complessità normativa e
procedurale
Nel suo intervento introduttivo, Perrini ha sottolineato come il
CNI abbia accolto con favore l’impianto generale del provvedimento,
«riconoscendo la necessità di intervenire in modo organico su un
settore che, da anni, risente di una eccessiva complessità
normativa e procedurale». Il riferimento
è a un quadro regolatorio che, nel tempo, ha prodotto
stratificazione normativa e frammentazione
dei procedimenti, incidendo direttamente sulla
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