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Decreto antifrode, gli impatti sul Superbonus – Lavorincasa.it


Bonus edilizi: le nuove regole antifrode

Uno dei problemi che sorgono nel momento in cui ci si avvale dei Bonus casa è quello connesso alla tempistica dei rimborsi. Il recupero delle somme anticipate arriva dopo moltissimi anni con la dichiarazione dei redditi.

Una prima correzione a questo meccanismo è avvenuto con il Superbonus 110% e il Sismabonus, gli incentivi fiscali per i quali è stata prevista una riduzione dei tempi di restituzione. In entrambi i casi il contribuente dovrà aspettare 5 anni anziché i normali 10 previsti per gli altri bonus edilizi.

I tempi lunghi sono certamente un ostacolo all’edilizia poiché non invogliano i cittadini a sostenere i costi legati allo svolgimento dei lavori, spesso ingenti.

Decreto antifrode
Ecco che con il Decreto Rilancio si è voluto metter mano alla normativa, mediante il riconoscimento di un nuovo meccanismo diverso dalla detrazione fiscale.
Si ammette infatti, per molti bonus edilizi (non solo il Superbonus 110%), l’opzione della cessione del credito e del cosiddetto sconto in fattura, in alternativa alla detrazione fiscale.

Bonus edilizi: molte le truffe connesse alla cessione del credito

Quali sono stati gli effetti della cessione del credito o dello sconto in fattura?

Il rovescio della medaglia a quella che doveva essere un’agevolazione per il contribuente è stato l’accertamento di truffe molteplici, a causa di importi di lavori che sono stati gonfiati o che erano addirittura inesistenti.

Molti dunque i raggiri per ottenere il credito delle agevolazioni che hanno reso necessario mettere in campo misure antifrode.

Bonus edilizi e Decreto Antifrode

Per sventare le truffe e i raggiri alla normativa in vigore interviene dunque il Decreto Legge 157 dell’11 novembre 2021 (cd. Decreto Antifrode) contenente Misure urgenti per il contrasto alle frodi nel settore delle agevolazioni fiscali ed economiche, con il quale il Consiglio dei Ministri, a fronte di 950 milioni di presunte truffe, ha apportato una serie di correttivi:

  • la modifica della normativa relativa alla cessione del credito o allo sconto in fattura;
  • la previsione di un nuovo modulo per effettuare la comunicazione delle modalità alternative alla detrazione fiscale, che dovrà essere inoltrato all’Agenzia delle Entrate.

L’obiettivo posto dalla nuova disciplina è quello di aumentare i controlli al fine di garantire efficacia e dare giusta credibilità alle agevolazioni fiscali, quest’ultime elemento trainante nella ripresa del mercato immobiliare.

Vediamo più nel dettaglio quelle che sono le novità apportate dal Decreto Antifrode.

Il visto di conformità: cosa è cambiato

Due sono gli ambiti toccati dal legislatore e concernono entrambi la documentazione da presentare per poter accedere ai bonus edilizi: il Visto di conformità rilasciato dai commercialisti e l’Asseverazione effettuata dai tecnici abilitati.
Analizziamoli separatamente.

Il Visto di conformità è la certificazione rilasciata dai professionisti che effettuano assistenza fiscale. Si tratta di commercialisti, consulenti del lavoro, ragionieri e periti commerciali che devono certificare la documentazione attestante l’esistenza dei presupposti sui quali si fonda il diritto a fruire delle detrazioni fiscali.

Bonus edilizi e decreto antifrode
Sulla base di quanto previsto dal Decreto Rilancio che ha introdotto il Superbonus 110%, il visto di conformità viene previsto per accedere al Superbonus 110% in caso di cessione del credito o sconto in fattura.

Visto di conformità non solo per il Superbonus 110%

Con il Decreto Antifrode il visto di conformità viene previsto anche in caso di cessione del credito o sconto in fattura per gli altri bonus casa.
In particolare per il bonus ristrutturazioni, bonus facciate, ecobonus, sismabonus, installazione di impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica.


Ma non è tutto. Precedentemente, in caso di Superbonus 110%, il visto di conformità era previsto unicamente per la cessione del credito o lo sconto in fattura.

Con il nuovo Decreto legge antifrode, in riferimento alla maxi agevolazione 110, il visto di conformità è necessario anche in caso di fruizione della detrazione fiscale in sede di dichiarazione dei redditi, salvo che venga effettuata la dichiarazione precompilata o che la dichiarazione effettuata da un sostituto di imposta.

L’estensione dell’obbligo del visto di conformità sarà necessario per tutte le pratiche effettuate a partire dal 12 novembre 2021 (data di entrata in vigore del decreto) e riguarda anche i lavori che sono già iniziati. Sarà la data della cessione del credito a essere rilevante per stabilire quale sarà la normativa applicabile.

L’asseverazione della congruità dei prezzi

Per quanto concerne l’asseverazione da parte dei tecnici abilitati viene prevista un’asseverazione in merito alla congruità dei prezzi applicati anche in caso di cessione del credito/sconto in fattura necessari per accedere agli altri bonus edilizi, possibilità questa introdotta con il Decreto Rilancio.

Oltre a essere previsto un prezziario, viene introdotta la previsione di valori massimi stabiliti per taluni categorie di beni con decreto del Ministero della transizione ecologica. Il provvedimento dovrà essere emanato entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del Decreto antifrode.

Continua a essere esclusa l’asseverazione della congruità dei prezzi nel caso in cui si fruisca dell’agevolazione tramite la detrazione con la dichiarazione dei redditi.

Infine per scovare i furbetti, il Governo conferisce nuovi poteri di controllo in capo all’Agenzia delle Entrate che potrà sospendere le cessioni del credito ritenute non corrette.

Link all’articolo Originale tutti i diritti appartengono alla fonte.

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