
La demolizione spontanea delle opere abusive può evitare
l’acquisizione gratuita dell’immobile al patrimonio comunale anche
se avviene oltre il termine assegnato dall’ordinanza? È sufficiente
rimuovere solo parte degli interventi contestati per evitare il
trasferimento del bene al patrimonio comunale previsto dall’art. 31
del d.P.R. n. 380/2001? Una SCIA o un’istanza di accertamento di
conformità presentate dopo l’ordine di demolizione possono incidere
sugli effetti dell’inottemperanza?
Sono questioni che continuano ad alimentare un contenzioso molto
rilevante nella materia repressiva degli abusi edilizi, soprattutto
nei casi in cui il privato tenti di dimostrare un adempimento
tardivo dell’ordine di ripristino per evitare la perdita della
proprietà del bene. Su questi aspetti è intervenuto il Consiglio di
Stato con la sentenza n.
4206 del 25 maggio 2026 che chiarisce quali siano gli
effetti della demolizione tardiva rispetto al meccanismo
acquisitivo previsto dall’art. 31 del d.P.R. n. 380/2001 e quando
la demolizione spontanea possa ancora evitare il trasferimento del
bene
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