
Il diniego di un permesso di costruire in sanatoria può fondarsi
sulla presunta illegittimità del titolo originario mai annullato?
Il Comune può ripetere le stesse motivazioni dopo che il TAR ha
annullato il diniego per difetto di istruttoria? I piani
seminterrati fanno volumetria, o prima va accertato l’effettivo
interramento?
A questi interrogativi risponde il Consiglio di Stato con la
sentenza n.
5846 del 17 luglio 2026, che sul permesso di costruire
in sanatoria conferma un principio consolidato, per cui dopo un
annullamento per difetto di istruttoria l’amministrazione resta
libera di riesaminare l’intera vicenda ma non di riproporre le
motivazioni censurate né eludere il giudicato.
Il riesame deve spostarsi sull’oggetto della domanda, ovvero
sulle difformità di cui si chiede la regolarizzazione, e non
diventare una tardiva contestazione del titolo già rilasciato dallo
stesso ente e mai venuto meno. E quando il diniego poggia su dati
dimensionali controversi, come l’effettivo interramento dei piani
seminterrati, l’accertamento tecnico va
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