
Sono 19 gli Stati membri, tra cui l’Italia, nei
confronti dei quali la Commissione europea ha avviato una procedura
di infrazione per il mancato rispetto di uno degli obblighi
previsti dalla
Direttiva (UE) 2024/1275 sulla prestazione
energetica degli edifici, nota come Direttiva Green.
Con una lettera di costituzione in mora inviata l’11 marzo 2026,
Bruxelles ha contestato la mancata trasmissione, entro la scadenza
del 31 dicembre 2025, della proposta di Piano Nazionale di
Ristrutturazione degli Edifici (PNRE), documento che rappresenta la
prima tappa operativa del percorso europeo verso la
decarbonizzazione del patrimonio edilizio.
La procedura, registrata come INFR(2026)2024,
costituisce il primo atto formale del contenzioso europeo. Il
ritardo non riguarda quindi un singolo Paese, ma una parte
significativa dell’Unione.
Tuttavia, nel caso italiano la questione assume un rilievo
particolare alla luce delle caratteristiche del patrimonio edilizio
nazionale, tra i più datati e meno efficienti sotto il profilo
energetico in Europa.
Il ruolo
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