
Nel ciclo di vita di un appalto pubblico, la contabilità dei
lavori viene spesso percepita come una fase prevalentemente
amministrativa, fatta di libretti, registri, stati di avanzamento,
certificati, fatture, mandati. Una sequenza di atti da predisporre,
firmare e trasmettere.
Questa lettura, però, rischia di ridurre la portata reale della
funzione contabile. Nella fase esecutiva, la contabilità non è
soltanto il luogo in cui si registra quanto è stato eseguito, ma è
anche il sistema attraverso il quale il fatto tecnico diventa fatto
economico e, successivamente, atto amministrativo di pagamento.
Per questa ragione è corretto parlare di architettura
della contabilità, composta da atti collegati tra loro,
ciascuno con una funzione specifica e con effetti sulla tenuta
complessiva dell’appalto.
Una sequenza che può essere rappresentata così: libretto
delle misure → registro di contabilità → SAL → trasmissione al RUP
→ certificato di pagamento → mandato e pagamento.
Possiamo definire questa catena come la storia economica
dell’esecuzione.
Il
libretto delle misure: dove nasce il dato contabile
Il primo presidio della contabilità
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