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Dissesto idrogeologico: ancora troppi ostacoli per la prevenzione

Dissesto idrogeologico: ancora troppi ostacoli per la prevenzione

Il dissesto idrogeologico non può più essere
raccontato come un evento imprevedibile. I dati più recenti
confermano una tendenza strutturale che impone un cambio di passo
nella gestione del territorio e nella programmazione degli
interventi di prevenzione.

Dissesto idrogeologico: non solo una calamità naturale ma il
risultato di ritardi e burocrazia

A lanciare l’allarme è Federcepicostruzioni,
richiamando i dati del Rapporto ISPRA sul dissesto
idrogeologico – Edizione 2024
, presentato il 30
luglio 2025: la superficie nazionale a pericolosità da frana è
passata da 55.400 km² nel 2021 a 69.500 km² nel 2024, pari al
23% del territorio italiano.

Un incremento significativo che non può essere letto come un
semplice aggiornamento statistico, ma come un segnale di
vulnerabilità crescente.

Il quadro complessivo indica che il 94,5% dei Comuni
italiani
risulta esposto a rischio di frane, alluvioni,
erosione costiera o valanghe. Sono oltre 636.000 i fenomeni
franosi censiti
, dato che colloca l’Italia tra i Paesi
europei più vulnerabili sotto il profilo geomorfologico.

La popolazione a rischio frane è pari a circa
…continua a leggere

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