
Il dissesto idrogeologico non può più essere
affrontato come una sequenza di emergenze isolate. Frane, alluvioni
ed eventi meteorologici estremi stanno assumendo un carattere
strutturale e richiedono un cambio di approccio nella
pianificazione degli interventi, nella gestione delle risorse e nel
coordinamento delle competenze istituzionali.
Dissesto idrogeologico: perché CNI e geologi chiedono una
governance più efficace del territorio
È questo il messaggio che arriva dalla 3ª Giornata
Nazionale della Prevenzione e Mitigazione del Rischio
Idrogeologico, organizzata dal Consiglio Nazionale
degli Ingegneri, dal Consiglio Nazionale dei
Geologi e da Fondazione Inarcassa, in
programma il prossimo 12 maggio 2026 a Roma.
A fotografare la situazione è anche la nota elaborata dal
Centro Studi del CNI e dal Centro Studi
del CNG, secondo cui il quadro di rischio nel Paese
continua a peggiorare nonostante l’aumento degli stanziamenti
pubblici destinati alla tutela del territorio.
Rapporto ISPRA 2025: aumenta il territorio italiano a rischio frane
e alluvioni
Secondo i dati ISPRA richiamati nella nota, le
aree a rischio frana sono passate dal 20%
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